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Cantine su internet

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 TAGS:Prima di cominciare, chiedo scusa in anticipo se in questo articolo parlerò molto di internet e business e poco di vini. Farò di tutto affinché ciò non si ripeta più.

Le cantine sono spesso viste come aziende anacronistiche, lontane dall'odierno consumatore a causa delle loro indecifrabili note di degustazione, preoccupate per il terroir ed i campi piuttosto che per la tecnologia e il mondo moderno, aliene ai nuovi contesti digitali. Niente di più sbagliato.

Quando ero piccolo mi misero gli occhiali. E d'un tratto comincia a vederci così bene che avrei voluto metterli a tutti. Non mi rendevo conto che i miei occhiali, ad altre persone, gli facevano vedere la realtà sfuocata. Perché non tutti hanno bisogno degli stessi strumenti.

Ora lavoro in una e-commerce, Uvinum. E nel mondo delle società di internet spesso accade proprio ciò che mi succedeva con gli occhiali: pensiamo che il business sia così evidente che non riusciamo a capire come mai ci siano aziende che non lavorano su internet. Come si può stare fuori dal web? Mettetevi i miei occhiali!

Inoltre, nel mondo del vino, ci sono comunque cantine che hanno saputo utilizzare internet in generale e, in particolare, i social network per fare business e branding. Quindi, essendoci qualcuno che ha già intrapreso questo cammino, cosa aspettano a farlo anche gli altri?

In Francia è cosa rara trovare una cantina che non abbia il suo negozio online. Molte vendono addirittura solo online, con il proprio club di abbonati ai suoi vini, e attraverso le quali si può anche acquistare en primeur.

Negli Stati Uniti le cantine sono più interessate al posizionamento del loro marchio, e fanno largo uso degli strumenti offerti dai social media per promuovere le loro cantine, in cui il dipartimento "Hospitality" è fondamentale, in modo da generare più fatturato in visite e degustazioni che non con gli ordini "tradizionali".

In Spagna, invece, le cantine hanno un semplice sito web in flash e buonanotte. E solo in castigliano, naturalmente. Le annate non sono aggiornate, o non menzionate, e il contenuto è spesso privo di link o non è disponibile sui social network. Chiaramente, non per tutti è così (che nessuno si offenda...).

Quando tocchiamo quest'argomento con persone che hanno a che fare col mondo di internet, alcuni gridano addirittura al cielo e affermano che è inammissibile che le cantine siano così retrogade e anacronistiche: che antiche le cantine!

Ma ora che l'ultima moda è quella dei social network, risulta che le cantine lavorano nel mondo globale e sociale da molti anni, in quanto:

In quanti settori ci sono così tanti Eventi in cui spiegano, mostrano e permettono di provare i prodotti, come nel settore del vino? Non è forse questo un esempio di evento di networking?
In quanti settori si organizzano regolarmente degustazioni per far provare i propri prodotti o servizi, a volte andando in giro in lungo e in largo alla ricerca di potenziali acquirenti? Geolocalizzazione??
In quanti settori si inviano regolarmente campioni per essere menzionati nelle guide, per poi subire critiche, punteggi, confronti, in maniera così libera? Non è forse questo un esempio di Social Media?
In quanti settori le aziende esportano in modo così sistematico così come avviene con le cantine? Globalizzazione?

È chiaro quindi che, per una cantina, internet è un ottimo espediente per fare business perchè alla fine è lì che tutti, prima o poi, vanno a finire. Tuttavia, quando le aziende del web affermano che internet sia la panacea perché solo internet offre un'esperienza 2.0, non dovrebbero imparare un po' di più dalle cantine? Non staranno provando a mettere gli occhiali a tutto il mondo?

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