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Droni per la produzione di vino

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Droni per la produzione di vino TAGS:undefinedL'azienda americana Precision Hawk ha sviluppato un drone in grado di scacciare gli uccelli parassiti dai vigneti, un'invenzione che aprirà un mondo di nuove possibilità e che apporterà innumerevoli benefici a tutta l'industria del vino.

Quando si sente parlare di droni, tutti pensano agli aerei senza pilota utilizzati dai militari in missione all'estero, come in Iraq o in Afghanistan; in realtà i droni possono svolgere le più svariate attività e, in questo caso, vengono utilizzati per apportare grossi vantaggi all'intero settore enologico.

La società americana Precision Hawk, grazie alla tecnologia UAV, ha creato un drone, previamente modificato in modo da assomigliare ad un falco, col fine di spaventare gli uccelli parassiti che prendono di mira i vigneti.

Inoltre, con un sistema di raccolta dati per i produttori riguardante la ricerca sulle piante, la protezione e la produzione delle colture, promette di rivoluzionare l'intero sistema di coltura per le future generazioni.

"Una volta completata la raccolta dei dati, i computer dei droni si connettono automaticamente alle reti Wi-Fi, trasferendo tutti i dati di telerilevamento, informazioni sui voli e di diagnostica sui server remoti", afferma Ernest Earon fondatore e presidente della Precision Hawk.

L'ultimo modello di drone, che è stato chiamato Hawk (Falco), è il Lancaster Mark III, un piccolo UAV ad ali, con un peso di soli 1,3kg, completamente autonomo ed in grado di raccogliere dati di telerilevamento in alta risoluzione.

Questo UAV dal "naso" alla "coda" è lungo solo un metro ed è estremamente silenzioso, il che rende ancora più semplice il suo lavoro nel dissuadere gli uccelli parassiti e di identificare le malattie e gli insetti; inoltre può anche rilevare carenze nutrizionali e confrontare geneticamente le colture in modo da ottenere il massimo rendimento al minimo sforzo.

Potendo usufruire di tali vantaggi, i produttori di vino di tutto il mondo hanno la possibilità di migliorare la produzione delle proprie colture, ottimizzare le proprie risorse e proteggere i propri vigneti, senza alcun bisogno di mano d'opera, bensì solo ed esclusivamente grazie all'aiuto dei droni.

Ma c'è di più: possono riscontrare le eventuali carenze nutrizionali delle coltivazioni, in modo da evitare perdite ed ottimizzare quindi la produzione di uve, affinché l'annata sia il più completa possibile.

A questo punto ci manca solo che il drone raccolga in volo le uve e realizzi esso stesso la vendemmia, per avere un vino rosso perfetto e completamente automatizzato.

Cosa ne pensate? Secondo voi i cieli di tutta la Rioja saranno presto popolati da droni? E' questo il futuro del vino? Nell'attesa che arrivino i droni, facciamoci un bel bicchiere di vino:

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