I 10 miti del vino
Miti e leggende urbane ci traggono continuamente in inganno. Fino
alla degustazione di Parigi del 1976, nelle menti degli enofili
viveva ancora il mito che la Francia fosse l’unico paese a poter
produrre vini di alta qualità. Forse
sorriderai su alcuni dei miti elencati di seguito, ma alcune
persone ancora ci cascano. Cerchiamo quindi di fare un pò di
chiarezza.
10. La frutta utilizzata per descrivere il vino è stata utilizzata per farlo
A meno che non stia comprando un vino elaborato con un tipo di frutta che non sia l’uva, il vino è fatto con il tipo di uva dell’etichetta e non a base della frutta che viene utilizzata per descriverlo (per esempio, ciliegia nera, fragola, kiwi). E’ come per i sapori artificiali, cioè hanno un sapore simile a quello copiato ma non contengono realmente l’ingrediente vero e proprio. Quindi quando vedi sull’etichetta "tocchi di lampone, ciliegia e vaniglia", significa che il produttore sta semplicemente descrivendo il sapore del vino comparandolo a questi componenti, che però non sono stati realmente impiegati nella produzione del vino stesso.
9. C’è bisogno di un calice diverso per ogni tipo di
vino
Anche questo è un mito che è stato sfatato già da molto tempo. Ci
vuole un calice a forma di tulipano o con gli estrattori verso la
parte superiore per concentrare l’aroma nella narice, ma non sono
necessarie altre forme per portare il vino nei diversi punti
della lingua o arieggiarlo più rapidamente. Procurati un buon set
di calici (Riedel Ouverture Calice Rosso, Zinfandel o quelli
senza stelo O Riedel) e salva spazio nella tua credenza!
8. Non puoi invecchiare vini sigillati con un altro tappo
In realtà i dati dimostrano che i tappi filettati, o altrimenti detti twist-off, sono più efficienti nella sigillatura del vino rispetto a quelli di sughero. Uno studio, citato nella rivista Wine Spectator del 31 marzo del 2005 a pagina 59-60, ha provato che i tappi filettati fanno entrare in una bottiglia di vino una media di 0,001 centimetri cubici di ossigeno al giorno, a dispetto di quelli da sughero che hanno una media che oscilla da 0,1 a 0,001 centimetri cubici. Infatti 7 delle 35 bottiglie chiuse col sughero ne fecero uscire 0,1 cc! Ciò significa che i twist-off sono più costanti e lasciano entrare meno ossigeno col tempo, vale a dire un maggiore invecchiamento per le bottiglie. All’industria del sughero piacerebbe molto che la pensassi al contrario, ma non ci credere perchè i tappi filettati ci sono e sono efficienti e non avrai più problemi nel lasciare invecchiare i tuoi vini.
7. Bordeaux, Borgogna, Champagne, Jerez e Porto
rappresentano le varietà di uva
A causa di un sistema di etichettatura europeo poco chiaro questo
è un errore molto comune che fanno tanti consumatori di vino. Le
città della Francia, Spagna, Italia e Portogallo, tra gli altri,
limitano la produzione delle varietà di uva nelle proprie zone.
Affinchè una cantina ottenga l’approvazione legale e l’etichetta
del proprio vino, c’è bisogno che l’organizzazione che ne
controlla la produzione mandi qualcuno in loco. Ciò significa che
"champagne" non è una varietà di vino, se non il luogo in cui si
produce un pò di vino frizzante. Vuoi produrre un vino non
frizzante nella regione di Champagne e chiamarlo Cabernet
Sauvignon sull’etichetta? Non puoi farlo. Lo stesso con il
Burdeaux, che è un misto di differenti varietà di uve rosse, il
Borgogna, che è principalmente Pinot Noir, ed il Porto, che si fa
con diverse varietà di uva rossa e bianca.
6. Accoppiare il vino bianco al pesce
o al pollo ed il vino rosso alle carne
rossa
Nonostante questa sia la risposta più comune alla domanda "con
quale vino dovrei abbinare gli alimenti", ciò non è corretto. Il
modo migliore per sposare un vino al cibo è attraverso l’analisi
dei sapori del cibo ed i sapori del vino. Ad esempio, se ti metti
ad arrostire un pesce di stagione con un pò di sale, limone e
burro, optare per un piacevole Sauvignon Blanc con note di
agrumi, o per uno Chardonnay dal gusto burroso sarrebbe un ottimo
lavoro. Tuttavia, se li salmone verrà ricoperto da una salsa di
more, sarebbe molto più adeguata la scelta di un vino rosso
fruttato come un Pinot Noir, un Merlot, o persino un Syrah. La
cosa migliore da fare sarebbe leggere la descrizione
dell’etichetta dei vini e poi fare l’abbinamento con qualcosa che
gli somigi. Ê inoltre utile capire che i vini con tannini
consistenti vanno meglio con i piatti salati, o che i vini acidi
hanno bisogno di pietanze un pò acide, o che ancora i cibi
piccanti vanno meglio con vini che hanno un pò di zucchero
residuo e non un livello di alcol molto alto. Fai conto che
comunque per tutto ciò non esistono delle regole estremamente
rigorose e precise.
5. Gli amanti del vino sono snob
Solo le persone che vivono a Napa o a Burdeaux sono... No, sto
scherzando. In realtà, gli amanti del vino più seri sono gli
enologi ed hanno i piedi per terra. Ê la gente che maschera
l’ignoranza con l’arroganza che dobbiamo tenere sott’occhio. I
veri amanti del vino continuano appassionatamente la loro
educazione vinicola, e sono disposti a condividere il loro sapere
ed un calice con tutti coloro che sono interessati al tema.
4. Si può riconoscere la qualità del vino in base alle
lacrime che lascia sul calice
Agita il tuo calice, lascialo riposare e ti accorgerai che un
sottile strato trasparente è rimasto all’interno del cristallo, e
comincia a sgocciolare verso il basso. A volte sono definite come
lacrime, si tratta semplicemente di una piccola quantità di
alcohol e acqua che aderisce alla superficie del vetro, quindi
l’alcol poi evapora e l’acqua ritorna gocciolando verso l’interno
del calice. Perchè? L’acqua è un componente fondamentale del vino
e l’alcol evapora molto più velocemente, cosicchè quando lasci il
calice, l’alcol evapora e la tensione della superficie dell’acqua
aumenta provocando la formazione di goccie d’acqua di cui ne
prende il controllo la gravità. Non è quindi questo un metodo per
misurare la viscosità o la qualità del vino, non preoccuparti.
3. Bere il vino rosso a temperatura ambiente, ed i vini
bianchi freddi
Anche se non si tratta proprio di una cattiva idea,
l’interpretazione che se ne trae lo è quasi sempre. Molti la
vedono così: si debe lasciare il vino rosso nella credenza
affinchè possa raggiungere la temperatura ambiente attuale, ed il
vino bianco dev’essere aperto appena tirato fuori dal
frigorifero. La temperatura ambiente ideale per il vino rosso è
intorno ai 60 gradi Fahrenheit, ossia la temperatura tipica di
una "sala" quando questa abitudine diventò popolare. Molti
professionisti concordano sul fatto che il modo migliore per
gustare il vino, a meno che non si abbia il lusso di possedere
una cantinetta a temperatura controllata, è quello di mettere in
frigo i vini rossi dai 5 ai 15 minuti prima dell’uso, e quelli
bianchi dai 20 ai 30 minuti. Se conservi il tuo vino in
frigorifero, tira fuori il bianco almeno 15 minuti prima di
servire ed il rosso per lo meno 30 minuti prima. Ancora una
volta, non si tratta di una scienza estatta ma in generale si
dovrebbe cercare di arrivare a circa 60 gradi Fahrenheit per un
rosso, un poco meno per un bianco, ed ancora un pò più freddo per
quello frizzante. Alcuni sostengono che le tonalità non si
percepiscano nei vini bianchi troppo freddi, e questo è certo.
2. Tutti i vini migliorano con l’età
In realtà, sono molto pochi i vini che hanno una struttura
adeguata a sopportare l’invecchiamento. La maggior parte dei vini
si producono con l’intenzione di aprirli entro pochi anni. I
pochi vini che ricevono gran parte dei premi della stampa sono
quelli che hanno avuto più tempo d’invecchiamento ma la maggior
parte della gente non li compra nemmeno. Quindi se stai
conservando un Zinfandel bianco da 10 anni perchè credi che
migliori, sarebbe meglio che riducessi i danni ora
stesso.(Potresti pensare di riciclarlo come regalo?)
1. Annusando il tappo al ristorante capirai che il vino non è buono
Il tappo sa di... bene, di tappo, e non ti darà nessuna indicazione sulla qualità del vino. Ê il vino a richiedere di essere annusato mentre il tappo si propone solamente per un veloce esame. Cosa ci si debe aspettare quando l’oste ci mostra il tappo? Se stai comprando una bottiglia costosa, la cosa più importante che si vuole evitare è l’imbroglio, e se ti trovi in un ristorante rinomato, ti dimostrano che comprano da fornitori di fiducia, solo come precauzione. Sul tappo appare il nome della cantina, il logo o l’informazione su altre marche? Il tappo è stato danneggiato, compromesso, o ha permesso in qualche modo un’infiltrazione. Se si tratta di una bottiglia più costosa, l’anno stampato sul tappo coincide con quello della raccolta del vino?


