I 10 miti del vino

giovedì, 02 de febbraio del 2012 a 09:30
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Miti e leggende urbane ci traggono continuamente in inganno. Fino alla degustazione di Parigi del 1976, nelle menti degli enofili viveva ancora il mito che la Francia fosse l’unico paese a poter produrre vini di alta qualità. Forse sorriderai su alcuni dei miti elencati di seguito, ma alcune persone ancora ci cascano. Cerchiamo quindi di fare un pò di chiarezza. TAGS:

10. La frutta utilizzata per descrivere il vino è stata utilizzata per farlo

A meno che non stia comprando un vino elaborato con un tipo di frutta che non sia l’uva, il vino è fatto con il tipo di uva dell’etichetta e non a base della frutta che viene utilizzata per descriverlo (per esempio, ciliegia nera, fragola, kiwi). E’ come per i sapori artificiali, cioè hanno un sapore simile a quello copiato ma non contengono realmente l’ingrediente vero e proprio. Quindi quando vedi sull’etichetta "tocchi di lampone, ciliegia e vaniglia", significa che il produttore sta semplicemente descrivendo il sapore del vino comparandolo a questi componenti, che però non sono stati realmente impiegati nella produzione del vino stesso.

9. C’è bisogno di un calice diverso per ogni tipo di vino
Anche questo è un mito che è stato sfatato già da molto tempo. Ci vuole un calice a forma di tulipano o con gli estrattori verso la parte superiore per concentrare l’aroma nella narice, ma non sono necessarie altre forme per portare il vino nei diversi punti della lingua o arieggiarlo più rapidamente. Procurati un buon set di calici (Riedel Ouverture Calice Rosso, Zinfandel o quelli senza stelo O Riedel) e salva spazio nella tua credenza!

8. Non puoi invecchiare vini sigillati con un altro tappo

In realtà i dati dimostrano che i tappi filettati, o altrimenti detti twist-off, sono più efficienti nella sigillatura del vino rispetto a quelli di sughero. Uno studio, citato nella rivista Wine Spectator del 31 marzo del 2005 a pagina 59-60, ha provato che i tappi filettati fanno entrare in una bottiglia di vino una media di 0,001 centimetri cubici di ossigeno al giorno, a dispetto di quelli da sughero che hanno una media che oscilla da 0,1 a 0,001 centimetri cubici. Infatti 7 delle 35 bottiglie chiuse col sughero ne fecero uscire 0,1 cc! Ciò significa che i twist-off sono più costanti e lasciano entrare meno ossigeno col tempo, vale a dire un maggiore invecchiamento per le bottiglie. All’industria del sughero piacerebbe molto che la pensassi al contrario, ma non ci credere perchè i tappi filettati ci sono e sono efficienti e non avrai più problemi nel lasciare invecchiare i tuoi vini.

7. Bordeaux, Borgogna, Champagne, Jerez e Porto rappresentano le varietà di uva
A causa di un sistema di etichettatura europeo poco chiaro questo è un errore molto comune che fanno tanti consumatori di vino. Le città della Francia, Spagna, Italia e Portogallo, tra gli altri, limitano la produzione delle varietà di uva nelle proprie zone. Affinchè una cantina ottenga l’approvazione legale e l’etichetta del proprio vino, c’è bisogno che l’organizzazione che ne controlla la produzione mandi qualcuno in loco. Ciò significa che "champagne" non è una varietà di vino, se non il luogo in cui si produce un pò di vino frizzante. Vuoi produrre un vino non frizzante nella regione di Champagne e chiamarlo Cabernet Sauvignon sull’etichetta? Non puoi farlo. Lo stesso con il Burdeaux, che è un misto di differenti varietà di uve rosse, il Borgogna, che è principalmente Pinot Noir, ed il Porto, che si fa con diverse varietà di uva rossa e bianca.

6. Accoppiare il vino bianco al pesce o al pollo ed il vino rosso alle carne rossa
Nonostante questa sia la risposta più comune alla domanda "con quale vino dovrei abbinare gli alimenti", ciò non è corretto. Il modo migliore per sposare un vino al cibo è attraverso l’analisi dei sapori del cibo ed i sapori del vino. Ad esempio, se ti metti ad arrostire un pesce di stagione con un pò di sale, limone e burro, optare per un piacevole Sauvignon Blanc con note di agrumi, o per uno Chardonnay dal gusto burroso sarrebbe un ottimo lavoro. Tuttavia, se li salmone verrà ricoperto da una salsa di more, sarebbe molto più adeguata la scelta di un vino rosso fruttato come un Pinot Noir, un Merlot, o persino un Syrah. La cosa migliore da fare sarebbe leggere la descrizione dell’etichetta dei vini e poi fare l’abbinamento con qualcosa che gli somigi. Ê inoltre utile capire che i vini con tannini consistenti vanno meglio con i piatti salati, o che i vini acidi hanno bisogno di pietanze un pò acide, o che ancora i cibi piccanti vanno meglio con vini che hanno un pò di zucchero residuo e non un livello di alcol molto alto. Fai conto che comunque per tutto ciò non esistono delle regole estremamente rigorose e precise.

5. Gli amanti del vino sono snob
Solo le persone che vivono a Napa o a Burdeaux sono... No, sto scherzando. In realtà, gli amanti del vino più seri sono gli enologi ed hanno i piedi per terra. Ê la gente che maschera l’ignoranza con l’arroganza che dobbiamo tenere sott’occhio. I veri amanti del vino continuano appassionatamente la loro educazione vinicola, e sono disposti a condividere il loro sapere ed un calice con tutti coloro che sono interessati al tema.

4. Si può riconoscere la qualità del vino in base alle lacrime che lascia sul calice
Agita il tuo calice, lascialo riposare e ti accorgerai che un sottile strato trasparente è rimasto all’interno del cristallo, e comincia a sgocciolare verso il basso. A volte sono definite come lacrime, si tratta semplicemente di una piccola quantità di alcohol e acqua che aderisce alla superficie del vetro, quindi l’alcol poi evapora e l’acqua ritorna gocciolando verso l’interno del calice. Perchè? L’acqua è un componente fondamentale del vino e l’alcol evapora molto più velocemente, cosicchè quando lasci il calice, l’alcol evapora e la tensione della superficie dell’acqua aumenta provocando la formazione di goccie d’acqua di cui ne prende il controllo la gravità. Non è quindi questo un metodo per misurare la viscosità o la qualità del vino, non preoccuparti.

3. Bere il vino rosso a temperatura ambiente, ed i vini bianchi freddi
Anche se non si tratta proprio di una cattiva idea, l’interpretazione che se ne trae lo è quasi sempre. Molti la vedono così: si debe lasciare il vino rosso nella credenza affinchè possa raggiungere la temperatura ambiente attuale, ed il vino bianco dev’essere aperto appena tirato fuori dal frigorifero. La temperatura ambiente ideale per il vino rosso è intorno ai 60 gradi Fahrenheit, ossia la temperatura tipica di una "sala" quando questa abitudine diventò popolare. Molti professionisti concordano sul fatto che il modo migliore per gustare il vino, a meno che non si abbia il lusso di possedere una cantinetta a temperatura controllata, è quello di mettere in frigo i vini rossi dai 5 ai 15 minuti prima dell’uso, e quelli bianchi dai 20 ai 30 minuti. Se conservi il tuo vino in frigorifero, tira fuori il bianco almeno 15 minuti prima di servire ed il rosso per lo meno 30 minuti prima. Ancora una volta, non si tratta di una scienza estatta ma in generale si dovrebbe cercare di arrivare a circa 60 gradi Fahrenheit per un rosso, un poco meno per un bianco, ed ancora un pò più freddo per quello frizzante. Alcuni sostengono che le tonalità non si percepiscano nei vini bianchi troppo freddi, e questo è certo.

2. Tutti i vini migliorano con l’età
In realtà, sono molto pochi i vini che hanno una struttura adeguata a sopportare l’invecchiamento. La maggior parte dei vini si producono con l’intenzione di aprirli entro pochi anni. I pochi vini che ricevono gran parte dei premi della stampa sono quelli che hanno avuto più tempo d’invecchiamento ma la maggior parte della gente non li compra nemmeno. Quindi se stai conservando un Zinfandel bianco da 10 anni perchè credi che migliori, sarebbe meglio che riducessi i danni ora stesso.(Potresti pensare di riciclarlo come regalo?)

1. Annusando il tappo al ristorante capirai che il vino non è buono

Il tappo sa di... bene, di tappo, e non ti darà nessuna indicazione sulla qualità del vino. Ê il vino a richiedere di essere annusato mentre il tappo si propone solamente per un veloce esame. Cosa ci si debe aspettare quando l’oste ci mostra il tappo? Se stai comprando una bottiglia costosa, la cosa più importante che si vuole evitare è l’imbroglio, e se ti trovi in un ristorante rinomato, ti dimostrano che comprano da fornitori di fiducia, solo come precauzione. Sul tappo appare il nome della cantina, il logo o l’informazione su altre marche? Il tappo è stato danneggiato, compromesso, o ha permesso in qualche modo un’infiltrazione. Se si tratta di una bottiglia più costosa, l’anno stampato sul tappo coincide con quello della raccolta del vino?

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Alberto Martínez

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